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Roccamorice è un comune nella Provincia di Pescara, in Abruzzo.

Il patrono, San Donato, si festeggia il 7 agosto.

Frazioni: Collarso, Pagliari, Piano delle Castagne.

Confina con i comuni di Abbateggio, Caramanico Terme, Lettomanoppello, Pennapiedimonte (CH), Pretoro (CH)

E' annoverato fra i Borghi Autentici d'Italia.

Fa parte del Parco Nazionale della Majella.

II paese è di origine medievale.

Agli inizi del Quattrocento, dopo essere stato per pochi anni demaniale, divenne feudo dei Valignani, ai quali apparteneva ancora a fine Settecento.

E’ posto su uno sperone tra i torrenti Lavino e Lannella.

Interessanti la chiesa parrocchiale, e l'altra vicina costruita inglobando la torre di una scomparsa struttura fortificata.

Nel suo territorio esistono i piĂą suggestivi eremi della regione: quello di San Bartolomeo, e l'altro di Santo Spirito a Majella giĂ  documentato nel IX secolo e poi restaurato nei secoli XIII, XVI e XVIII.

Uno sperone di roccia proteso verso il vuoto fa da soglia tra le opere d’arte testimoni della storia e la sublime bellezza d’una natura incontaminata.

Punto d’incontro tra l’opera dell’uomo e l’insuperabile grandezza del paesaggio, su questo basamento di pietra sta Roccamorice, pittoresco borgo in provincia di Pescara che affaccia su strapiombi di spettacolare bellezza, un balcone su splendidi scorci naturalistici.

All’ombra della Majella, a 520 metri d’altitudine, con poco più di mille abitanti, Roccamorice è un villaggio dove sembra si respiri il tempo senza i parossismi della vita attuale, dove tutti si conoscono, dove tradizioni e senso dell’ospitalità sono il tratto perdurante d’una antica attitudine all’accoglienza.

Sembra che le stradicciole, le case del suo impianto medioevale e gli antichi monumenti siano stati intagliati direttamente sulla montagna, a guisa di sculture affascinanti a stretto contatto con una natura che copiosamente espone un fascino selvaggio.

Qui, tra vicoli serpeggianti, archetti pittoreschi e scalinate, si scoprono testimonianze architettoniche di grande valore, come la torre medioevale, la Chiesa del Barone e l’austera abbazia di Santo Spirito.

Fondata probabilmente prima dell’anno Mille, dopo un lungo periodo di inattività, la struttura fu ristrutturata verso la metà del Duecento da Pietro da Morrone, il monaco benedettino qui ritiratosi in meditazione che tanta influenza avrebbe avuto sulla spiritualità del tempo e poi sulla cristianità con il suo passaggio sul soglio pontificio.

Eletto dal Conclave di Perugia il 5 luglio 1294, incoronato papa con il nome di Celestino V il 29 agosto all’Aquila, dismise la tiara per rinuncia il 13 dicembre dello stesso anno, non senza aver lasciato all’umanità, nel breve suo pontificato, forti segni profetici tra i quali brilla l’istituzione della Perdonanza, il primo giubileo della storia.

Tutto qui sulla Majella e nell’eden che l’incorona richiama Pietro Angeleri da Morrone, il monaco fondatore dei Celestini, poi papa Celestino V.

I luoghi di culto sulla Montagna Madre degli abruzzesi, la Majella appunto, testimoniano la sua dura vita d’eremita, fatta di silenzi, digiuni e preghiera.

Sono così numerosi che Francesco Petrarca definì la Majella “domus Christi”.

Quaranta o forse più sono i luoghi di culto, per lo più eremi, nascosti nei più remoti anfratti, nei più solitari valloni del Parco Nazionale della Majella, specie lungo la profonda Valle dell’Orfento.

Il primo eremo lo si raggiunge da Roccamorice.

Uno dei più famosi è l’Eremo di San Bartolomeo.

Meno importante dell'Eremo di Santo Spirito, ma molto più spettacolare e solitario sotto l’impressionante bastionata rocciosa, fu ricostruito da Pietro da Morrone che vi rimase due anni, fino al 1276.

Ma il carisma dell’eremita facevano accorrere migliaia di fedeli, richiamati dalla sua fama di santità, tanto che il futuro papa decise di spostarsi in un luogo meno accessibile, nell’impenetrabile Valle dell’Orfento, a Santo Spirito.

Altri importanti eremi sono l’Eremo di Sant’Onofrio, anch’esso nella Valle dell’Orfento, fu ristrutturato da Pietro da Morrone, anche se non se ne hanno notizie più dettagliate, e l’Eremo di San Giovanni, dove il monaco insieme a pochi discepoli condusse per nove anni una vita completamente isolata.

Oggi occorrono doti d’alpinista per raggiungerlo.

L’ultimo eremo abitato e risistemato dal grande monaco è sul Morrone, la sua montagna prediletta che guarda la conca di Sulmona.

Dopo il periodo di profonda meditazione nell’Orfento, qui egli si ritirò nel 1293, restandovi per circa un anno.

Fu qui che ricevette la notizia della sua elezione a papa e qui tornò dopo le sue dimissioni dal pontificato.

PersonalitĂ  legate a Roccamorice

Dane Barse

Lina Di Carlo

Eventi e tradizioni

Primo week end di agosto: Premio dell'Editoria abruzzese

23 agosto: fiera del bestiame;

24 agosto: festa di San Donato;

25 agosto: Processione di San Bartolomeo dall’eremo alla parrocchiale;

Agosto: sagra del rustico.

tutti pazzi per la Civita

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