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Rivisondoli è un comune della provincia dell'Aquila, in Abruzzo.

Il patrono, San Nicola di Bari, si festeggia il 6 dicembre.

Confina con i comuni di Barrea, Castel di Sangro, Pescocostanzo, Rocca Pia, Roccaraso, Scanno.

Fa parte del Parco Nazionale della Majella.

Il suo territorio è attraversato dalla cosiddetta ferrovia "La transiberiana italiana"

È un noto centro turistico, rinomato per il soggiorno estivo e invernale e per le escursioni naturalistiche, compreso all'interno della Alto Sangro e Altopiano delle Cinque Miglia e del Parco Nazionale della Majella.

E’ sito ad una delle estremità del Monte Calvario.

Il vicino comune di Roccaraso è base di partenza per escursioni sciistiche verso la stazione di Monte Pratello.

Si è ipotizzato che il Rivo Sonalo di un documento dell’ottavo secolo riferito al fiume, poi chiamato Ra­sino, indichi anche la presenza di un insediamento.

La prima men­zione certa del borgo comunque non è anteriore al XII secolo.

Ad assicurare lo sviluppo del paese contribuirono prima l'essere po­sto lungo l'antica "Via degli Abruzzi", grande arteria commer­ciale e militare, e poi l'attività armentizia.

L'antico abitato ven­ne quasi tutto distrutto da un in­cendio nel 1792. Il decollo di Rivisondoli come località turistica ebbe inizio nei primi decenni del secolo scorso, grazie al completa­mento della linea ferroviaria Sulmona-Isernia, nel 1897, e al soggior­no della famiglia reale nel 1913.

La presenza dell'uomo durante la preistoria è dimostrata da strumenti litici ritrovati nel territorio comunale e da tratti di mura poligonali, oggi non più visibili, che furono rinvenute in località Serra Castellaccio.

Non sono stati ritrovati reperti che possano attestare la presenza di un abitato in età romana.

La prima citazione storica di esso risale solo al 724 ed è rappresentata da un cenno contenuto nel Diploma di Grimoaldo II duca di Benevento, che fa riferimento ad un Rigu Sundulum.

Tra la fine dell'XI secolo e l'inizio del XII, il paese andò acquistando la tipica fisionomia di borgo arrampicato, praticamente avvinghiato alla roccia, centrale rispetto alle aree coltivabili ed alle zone adibite a pascolo che tornavano ad essere decisive per l'economia ed il progresso sociale del luogo, il quale, finita l'epoca delle invasioni, cominciava di nuovo a fiorire grazie alla ripresa della transumanza.

Il nucleo del borgo arroccato che sempre di più si sviluppò dal '300 in poi è ancora oggi evidente e presenta una struttura urbana raccolta, con edifici che s'affacciano su un sistema viario reticolare originario, fatto di stradine a scalinate che assecondano perfettamente il ritmo del pendio, e provvisto di un particolare tipo di cinta muraria (case a schiera).

Nacque in quel periodo la primitiva ed ormai scomparsa chiesa parrocchiale di Santa Maria a Fonte o dell'Ospedale.

Essa si ergeva di fianco all'albero della fonte, un olmo anche non più esistente, che si riteneva prova dell'origine longobarda del comune, ed alla piccola ma monumentale fontana che oggi è l'unica superstite vestigia dell'antica parrocchia.

La storia del paese continuò più o meno tranquilla durante i secoli fino agli albori del '700, in cui si consolidò anche l'Università, di tipo feudale (baronia), che appartenne ai Cantelmo di Popoli fino all'estinzione di questa grande famiglia.

Il feudo venne poi alienato dagli eredi in via femminile di Giuseppe, l'ultimo dei Cantelmo, passando per lungo tempo da un "padrone" all'altro: prima ad Antonio Marchesano, poi a Pompeo Scala e da questi a Tarquinio Rosato che lo alienò a Fabrizio Mellucci originario di Capua il quale dopo averla acquistata nel 1623 per 18.000 ducati fu costretto a svenderlo ai Sardi di Sulmona, che governarono Rivisondoli fino all'epoca napoleonica.

La tranquilla vita del piccolo centro venne però turbata dai terremoti del 1703 e del 1706, che determinarono il crollo della gran parte delle costruzioni; nonostante ciò la popolazione non si perse d'animo e ricostruì il paese dalle fondamenta, dimostrando una determinazione che si manifestò anche dopo il rovinoso incendio del 1792 ed il catastrofico terremoto del 1915.

Un altro stravolgimento di non lievi proporzioni fu l'abolizione del regime feudale, che contribuì a liberare ulteriormente le forze produttive e l'intraprendenza della popolazione e a far virare l'economia della pastorizia transumante a quella della pastorizia stanziale, che favorì la nascita di un ceto di contadini e pastori agiati.

Nella moderna chiesa parrocchiale, ricostruita nei primi decenni del secolo scorso, vanno segnalati un bell'altare ligneo seicentesco, opera di Palmerio Grasso, e il paliotto in commesso marmoreo dell'altare maggiore.

Tra la fine dell'800 e l'inizio del '900 cominciò un'altra fase ancora, con l'inserimento sulla linea ferroviaria Sulmona-Isernia e l'arrivo di Re Vittorio Emanuele e della sua famiglia, che nel 1913 furono ospitati nell'elegante edificio ottocentesco dell'Albergo degli Appennini, attualmente conosciuto come Residenza Reale.

La venuta dei reali contribuì a fare diventare Rivisondoli una delle più note stazioni sciistiche e favorì l'arrivo di sempre maggiori quote di turisti ed appassionati della montagna.

Luoghi d'interesse Ancora visibili le porte che consentivano l'accesso al borgo: la quattrocentesca Porta Antonetta e la porta nei pressi di Palazzo Sardi, nonché la cosiddetta Porta di Mezzo.

Eventi bellici e tellurici (come il terremoto del 1915) hanno cancellato per sempre molte evidenze storico-artistiche, ma hanno risparmiato tuttavia importanti testimonianze architettoniche quali il Palazzo Baronale con la vicina Chiesa di Sant'Anna e la bella e settecentesca Chiesa del Suffragio.

Da ricordare inoltre, per la sentita devozione cui si rivolgono le popolazioni dell'altopiano, è il Santuario della Madonna della Portella.

Fra gli altri edifici di valore storico-architettonico vi sono alcune "case" settecentesche (Casa De Capite, Casa Torre, Casa Romito, Casa Caniglia, Casa Gasparri, Casa Ferrara, Casa Notar Grossi), caratterizzate da portali con elementi anche molto particolari, incorniciati da fregi in pietra finemente lavorata e in alcuni casi anche da "vignali", tipici pianerottoli con scala prospicienti l'ingresso, e da balconi e terrazzini che fanno registrare la presenza di accurati lavori in ferro.

TurismoIl turismo a Rivisondoli iniziò a svilupparsi subito dopo la venuta in paese dei Reali d'Italia, nel 1913 incrementando notevolmente i suoi flussi dopo la seconda guerra mondiale, col consolidarsi della località come centro di vacanza estiva e stazione sciistica.

Gli impianti di risalita e le piste di Monte Pratello formano con l'Aremogna e Pizzalto di Roccaraso un comprensorio di prim'ordine nel panorama sciistico italiano.

A far conoscere sempre più il nome di Rivisondoli, grosso contributo diede l'ideazione a partire dal 1951, del suggestivo Presepe vivente.

Il presepe vivente Celebre evento è il presepe vivente, rappresentazione per quadri viventi della natività di Gesù, che va in scena il 5 gennaio, sin dal 1951.

Secondo la tradizione l'ultimo nato del paese interpreta il bambinello, anche se in alcuni anni per il notevole calo di nascite si è dovuto ricorrere al gemellaggio con alcuni altri paesi come nel 1993 quando, in seguito al gemellaggio con Betlemme il bimbo giunse direttamente dalla Terra Santa.

Museo Civico dell'Arte Presepiale Il museo conserva una collezione di presepi artistici e di quadri, sculture, fotografie ed altre opere d'arte di artisti noti ed affermati ma anche di giovani autori di talento, dedicate alla tradizionale rappresentazione annuale del presepe vivente. La struttura ospita spesso anche mostre personali e collettive.

Museo Civico Il 6 agosto 2011, con la mostra "Teofilo Patini - Bestie da soma, studi ed inediti" è stato inaugurato il nuovo Museo Civico, destinato a raccogliere le collezioni del vecchio Museo d'Arte Presepiale ed a costituire il centro aggregativo artistico della località.

Personalità legate a Rivisondoli

Leo Gasperl

Michael e Raymond De Capite

Palmerio Grasso

Maria Caniglia

Domenico Ramicone (1950) Primo guardalinee italiano a partecipare ad un Campionato del Mondo di calcio, USA '94.

Altre informazioni

•          La stazione FS di Rivisondoli-Pescocostanzo è la più alta stazione di tutto il tratto appenninico e la seconda di tutta Italia, dopo quella del Brennero.

•          Nel febbraio del 1980, durante il periodo di Carnevale, si registrò nel centro abitato, durante la notte, la temperatura di -29 °C, mentre il 5 gennaio 2009 è stata misurata la temperatura di -30,6 °C.

•          Tale valore costituisce la temperatura più fredda rilevata in Italia in un centro abitato.

•          La notizia è stata pubblicata il 6/1/09 sulla seconda di copertina del Quotidiano Nazionale.

•          Caratteristica del paese è la produzione di scamorza, un formaggio fresco a pasta filata.

Eventi e tradizioni

5 Gennaio, Presepe Vivente;

17 Gennaio, festa di Sant'Antonio Abate (con rappresentazione delle tentazioni del Santo);

Agosto, manifestazioni varie;

24 Dicembre, Quadro vivente della Na­tività, nella chiesa parrocchiale, durante la messa di mezzanotte.

tutti pazzi per la Civita

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