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Roccaraso è un comune della provincia dell'Aquila, in Abruzzo.

Il patrono, Sant’Ippolito, si festeggia il 13 agosto.

Ha tre frazioni: Aremogna, Pietransieri, Soggiorno Montano Enel.

Confina con i comuni di Ateleta, Barrea, Castel di Sangro, Pescocostanzo, Rivisondoli, San Pietro Avellana (IS), Scontrone.

Fa parte del Parco Nazionale della Majella.

I suoi impianti sciistici la rendono tra le maggiori stazioni turistiche montane dell'intero Appennino.

II centro, posto all'estremità sud-est della Costa Calda, è una delle più rinomate stazioni di soggiorno montano della regione: la mag­giore come attrezzature, impianti e piste per praticare gli sport in­vernali, famose le piste da sci del piano dell'Aremogna.

Dopo le di­struzioni belliche si presenta del tutto moderno, pochissimi edifici vennero risparmiati: nella cosiddetta 'Terra Vecchia", l'antico bor­go fortificato, rimangono i miseri avanzi di un torrione, mentre nel­la parte bassa dell'abitato sopravvive la chiesetta di San Rocco, eret­ta dopo la pestilenza di metà Seicento.

Si segnala, nella moderna parrocchiale, il busto argenteo di Sant’Ippolito, pregevole lavoro tardo seicentesco di oreficeria napoletana, donato dal barone Donato Berardino Angeloni nel 1688 alla chiesa.

Roccaraso sorge intorno all'anno 1000 nei pressi del torrente Rasinus, da cui prende il nome di Rocca Rasini.

Si sviluppa come borgo agricolo, pastorale e artigianale, consentendo alla sua popolazione una vita serena e prosperosa.

Verso la fine dell'ottocento, l'apertura del collegamento ferroviario con Napoli comincia a portare i primi turisti, attratti dalla bellezza dell'ambiente naturale, accolti nei vari alberghi che in quell'epoca cominciavano a sorgere.

II sito, per la sua rilevanza strate­gica, sin da epoche remote è sta­to sede di postazione a presidio dell'importante valico meridio­nale della regione degli Altopiani Maggiori: al V-IV secolo a.C. data­no le tombe scoperte nei pressi dell'attuale abitato.

Nell'alto Me­dioevo il suo territorio fu coloniz­zato dai Benedettini di San Vincen­zo al Volturno, ai quali apparte­neva la vicina chiesa di Santa Maria di Quinquemillia.

Si deve ai colo­ni chiamati dai monaci l'origine dell'attuale abitato indicato nei documenti coi toponimi "Rocca Rasini" o "Rasuli", "Rocca de lu Rasu" (dal torrente Rasino) e le cui prime notizie risalgono alla fine del Mille.

Con l'importanza, durante il regno degli Angioini (secc. XIII-XV), della sottostante "Via degli Abruzzi", grande arte­ria commerciale e militare, tratto dell'itinerario che univa Firenze a Napoli, l'insediamento si svi­luppò, assumendo la configura­zione di borgo fortificato.

Grande prosperità gli venne in seguito dall'economia armentizia, decol­lata agli inizi del Cinquecento.

Stazione di soggiorno estivo e in­vernale dai primi decenni del no­stro secolo, soprattutto grazie al completamento della linea ferro­viaria Sulmona - Isernia (1897), il paese è rinato dopo la sua distru­zione avvenuta nel corso della se­conda guerra mondiale.

Una brusca battuta d'arresto si ebbe con la seconda guerra mondiale.

Roccaraso si trovava proprio sulla direttrice della linea Gustav, il sistema di fortificazioni con cui i tedeschi cercarono di fermare l'avanzata degli Alleati dopo lo sbarco a Salerno.

Il paese venne completamente raso al suolo dai bombardamenti, che causarono tra l'altro la perdita del teatro costruito nel 1698, uno dei più antichi d'Italia.

I roccolani non si persero d'animo; al termine del conflitto mondiale il paese lentamente ricominciò a vivere, per tornare ad essere uno dei centri turistici più apprezzati.

Roccaraso è tra le Città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione perché è stata insignita della Medaglia d'Oro al Valor Militare per i sacrifici delle sue popolazioni, culminate nell'Eccidio di Pietransieri, e per la sua attività nella lotta partigiana durante la Seconda guerra mondiale.

Monumenti e luoghi d'interesse

La chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta è situata davanti alla Rocca di Roccaraso.

Risale a prima del XVI secolo. In seguito, ai primi del seicento fu rimaneggiata.

L'interno è a 3 navate con delle colonne realizzate in pietra inframmezzate da archi a tutto sesto che separano le navate.

Nel 1588 risulta che la chiesa constava di 9 altari e nel 1630 risulta che ne aveva 15, ma poi, in seguito, qualcuno ne venne demolito.

A tutt'oggi ne rimangono 11.

Il pulpito ligneo cinquecentesco è addossato ad una delle colonne della navata principale.

Risulta simile a quello della collegiata di Pescocostanzo.

Il fonte battesimale ligneo era suddiviso in 2 parti.

I terremoti del 1703 (terremoto dell'Aquila) e del 1706 e la distrussero a più riprese, finché la II guerra mondiale la distrusse completamente.

Nel 1954 fu ricostruita interamente.

Il teatro è stato fatto costruire su commissione di Donato Berardino Angeloni il vecchio nel 1698.

Secondo alcune fonti risulta uno dei più antichi del genere.

Un portale monumentale dava ingresso ad una corte scoperta.

Sulla facciata, davanti al portale, vi erano un porticato ed un loggiato ad arco a tutto sesto, sul cui cornicione vi era una incisione di una frase ufficiosa.

La chiesa di San Bernardino da una scritta sul portale risulta edificato nel 1851.

Nella via dove è edificata, secondo la tradizione di Roccaraso, San Bernardino si soffermò durante una sua missione di evangelizzazione.

La chiesa fu restaurata nel 1715 e riedificata nel 1954.

La chiesa di San Rocco è stata edificata nel 1656 come grazia ricevuta per la fine della peste, San Rocco è il patrono degli ammalati di tale malattia, nel 1743, come risulta da un'epigrafe del portale principale della chiesa, gli abitanti di Roccaraso rinnovarono il voto allo stesso santo.

La chiesa è l'unico edificio di rilevanza ad essere scampato alla furia nazista dei tedeschi durante la II guerra mondiale.

La facciata è a coronamento a capanna completata da paraste che incorniciano il tutto.

All'interno, ad un'unica navata ed abside semicircolare, nella parte alta, vi è una decorazione a conchiglia.

L'altare poggia su delle colonnine in legno.

Sopra il coro ligneo vi è una nicchia con la statua di San Rocco.

Sulla parete di sinistra vi è un altarino con una decorazione in bronzo.

Personalità legate a Roccaraso

Giuseppe Andrea Angeloni

Salvatore Tommasi

Giuseppe Marcone

Vincenzo Giuliani

Enrico Sabatini 

Eventi

Roccaraso è il cuore della più vasta area sciistica del Mediterraneo, il comprensorio Alto Sangro, comprendente 160 km di piste da discesa e 36 impianti di risalita.

La prima gara di sci si tenne nel 1910 e il primo impianto di risalita fu la slittovia del Monte Zurrone costruita nel 1936.

Annualmente si svolgono numerosissime gare anche di livello internazionale.

Nel marzo 2005 Roccaraso ha ospitato le finali maschili e femminili della Coppa europea, ed ospiterà nel 2012 una gara di coppa del mondo.

Eventi e tradizioni

12 e 13 agosto, Festa in onore di Sant'Ippolito

tutti pazzi per la Civita

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