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Massa d'Albe è un comune della Provincia dell'Aquila, in Abruzzo.

Il patrono, San Sebastiano, si festeggia il 20 gennaio.

Frazioni: Albe, Forme.

Confina con i comuni di Avezzano, Magliano de' Marsi, Ovindoli, Rocca di Mezzo, Scurcola Marsicana.

Fa parte del Parco regionale naturale del Sirente - Velino.

Situato nell'area del Parco Regionale del Sirente-Velino, il comune comprende l'abitato di Massa e le frazioni di Alba Fucens, dove sono presenti importanti resti archeologici, e Forme, via di passaggio verso i campi da sci di Ovindoli.

Il nucleo centrale dell'abitato è adagiato sulle falde del Monte Velino, una delle vette più alte dell'Appennino centrale (2.487 m).

Attraverso i sentieri segnati dal Club Alpino Italiano è possibile raggiungere i rifugi Casale Damonte e Capanna di Sevice.

Il paese, come le frazioni di cui è composto il comune, ha avuto origine dopo la distruzione, avve­nuta, sembra, nei secoli IX e X, dell'antica Alba Fucens, città ro­mana sorta su un insediamento degli Equi.

Fece parte della Con­tea d'Albe, i cui ultimi feudatari furono i Colonna.

Divenne comu­ne con l'attuale nome nell’800.

Nei suoi dintorni è il sito archeologi­co di Alba Fucens, con poderosa cinta muraria in opera poligonale (IV-III seco­lo a.C.), tra le più importanti e meglio conservate giunte fino a noi, presso la quale è stato ricostruito, dopo il terre­moto del 1915, l'abitato di Albe, a breve distanza le rovine di Albe Vecchia.

L'im­pianto urbanistico della città romana ri­sale in gran parte al I secolo a.C.

Sono riemersi il foro, la basilica, le botteghe, il mercato, le terme, il teatro, l'anfiteatro, oltre che edifici di abitazione.

Sull'altura di San Pietro, alle cui pendici è ricavato l'anfiteatro, si erge la chiesa benedettina di San Pietro, costruita nel XII secolo sui resti, tuttora visibili, del tempio di Apollo, già convertito al culto cristiano, e poi restaurata e rimaneggiata dopo i vari terremoti.

Con i restauri successivi ai gravissimi danni subiti nel 1915, l'edificio è stato riportato alle linee originarie; nell'interno a tre navate con colonne di spoglio, splendidi l'ambone e l'iconostasi, quest'ultima impoverita delle colonnine da un recente fur­to, opera dei maestri co­lismateschi (XIII secolo).

Il monte e l'area circostante, grazie alla tutela prevista per i parchi ed alle attività di riforestazione e reinsediamento faunistico, costituiscono un habitat naturale per cinghiali, cervi, volpi, lepri, grifoni e aquile.

Queste ultime, che si riproducono una volta l'anno, nidificano in una gola del massiccio del Velino. Sulle pendici del monte si trovano allo stato libero molti cavalli da sella.

I nuclei originali del paese furono abitati nel XIV secolo in seguito all'abbandono dell'antica città italica di Alba Fucens.

Il nucleo centrale del comune odierno è il risultato della ricostruzione congiunta di due villaggi una volta distinti, Massa e Corona, dopo il terremoto che nel 1915 li distrusse parzialmente.

Durante la seconda guerra mondiale Massa fu sede di un comando delle SS naziste che presidiavano la linea di difesa tedesca dell'Italia Centrale che attraversava il suo territorio e per questo fu luogo di una significativa attività partigiana e subì alcuni bombardamenti aerei.

Il paese è stato insignito della Medaglia d’argento al merito civile per l’ammirevole prova di generoso spirito di solidarietà, prodigandosi in aiuto dei numerosi prigionieri alleati fuggiti dai vicini campi di concentramento.

Chiese ed edifici di culto

• Chiesa di Santa Maria

• Chiesa della Madonna di Ripoli. In stile moderno, nell'interno a navata unica conserva un affresco una statua raffiguranti la Madonna con Bambino.

• Chiesa dell'Immacolata Concezione. L'interno è ad un'unica navata.

• Chiesa di San Fabriano e San Sebastiano. La facciata tripartita è caratterizzata da un rosone monumentale e tre portali con lunette, cui corrispondono le tre navate interne. Negli interni vi sono alcuni dipinti di santi e diverse vetrate policrome.

• Santuario della Madonna del Fulmine. L'interno contiene vari dipinti della Madonna con Bambino.

Nelle frazioni

• Ad Albe:

o Chiesa di San Pietro in Albis, in stile gotico-romano. Dopo il terremoto del 1915 la chiesa, semidistrutta, fu restaurata, ma le opere sacre salvate dal crollo furono trasferite nel Museo di Celano.o Chiesa di Santa Maria in Albeo Chiesa di San Nicola

• A Forme: o Chiesa di San Teodoro

• Nei dintorni:

o Chiesa degli Alpini, cappella in stile moderno-rurale.

Resti archeologici

• Alba Fucens, antica città romana i cui scavi non sono mai stati completati. Le opere rinvenute dalla spedizione archeologica del belga De Vischer sono state trasferite nel museo archeologico di Chieti.

Onorificenze

Medaglia d'argento al merito civile

«Comune scelto, all’indomani dell’armistizio, come sede del quartier generale della X Armata tedesca, subì due violentissimi bombardamenti che procuravano quarantuno vittime civili, fra cui sette bambini, e la quasi totale distruzione dell’abitato. Durante l’occupazione la popolazione offriva altresì un’ammirevole prova di generoso spirito di solidarietà, prodigandosi in aiuto dei numerosi prigionieri alleati fuggiti dai vicini campi di concentramento.»

Eventi e tradizioni

17 gennaio: Sant'Antonio abate. Benedizione bestiame, prodotti agricoli e panarda;

20 gennaio: Festa patronale di San Sebastiano e San Fabiano;

8-9 giugno: Madonna del Fulmine;

10-10 giugno: Santissima Trinità - San Rocco;

Agosto: Sagra della coda alla vaccinara;

Metà di agosto: Madonna della Neve;

8 settembre: Madonna di Ripoli;

6 dicembre: San Nicola di Bari.

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