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Catignano è un comune della Provincia di Pescara, in Abruzzo.

Il patrono, Esaltazione della Santa Croce, si festeggia il 14 settembre.

Frazioni: elenco in fondo alla pagina

Confina con i comuni di Civitaquana, Cugnoli, Loreto Aprutino, Nocciano, Pianella.

Il territorio si estende alle falde orientali del Monte Morrone, distribuito sopra una morbida altura collinare, nel cuore dell'Area Vestina, è delimitato a nord e sud dai torrenti Nora e Cigno.

E’ notevole la facciata tardosettecentesca (1795), in pietra, della parrocchiale di San Giovanni Battista.

Fuori dell'abitato, da vedere la chiesa dei Cappuccini, con portale romanico.

Molto rinomati sono gli insaccati di suino prodotti nella zona.

Nel suo territorio è stato scoperto un villaggio del periodo neolitico.

Probabilmente Catignano sorse sulle rovine dell’antica Cutina.

Secondo quanto riferito da Tito Livio nei suoi libri dedicati alla Storia di Roma, Cutina risulterebbe essere stato uno dei centri più forti e tenaci del popolo dei Vestini.

Insieme a Cingilia (Civitaretenga) fu tra i centri che più a lungo resistettero all’occupazione dell’esercito romano, per questo intorno al IV secolo a. C. venne completamente distrutto e se ne persero così definitivamente le tracce.

Il toponimo del paese durante il Medioevo si trasformò in Catenianum e Catigitanum, due termini che fanno riferimento alla parola “catena”.

Il toponimo compare nei documenti dall'XI secolo.

Secondo quanto riferito dal Chronicon del monastero di San Bartolomeo, nel 964 Rodelando di Penne donò al monastero di Carpineto un terreno presso Catuniano, dove sorgeva una piccola chiesa dedicata a S. Agnea (?); è possibile si trattasse di un’antica ecclesioe, forse dedicata a Sant’Agnese o a Sant’Anna, che potrebbe avere subito alterazioni linguistiche nelle trasmissioni scritte e orali.

Probabilmente il documento si riferisce all’attuale chiesa di Sant’Irene, già della Natività della Vergine, situata in Contrada Cappuccini.

L’edificio così come noi oggi lo vediamo, venne realizzato dai benedettini tra l’XI e il XII secolo, ed è uno splendido esempio di arte romanica abruzzese.

Con l’arrivo degli Svevi in Abruzzo nel Duecento, per l’antico borgo si registrò un momento di crisi.

Dopo una rivolta ghibellina Mario Bruxerio, signore del castello di Catignano, venne imprigionato ed il re Carlo d’Angiò ne ordinò la confisca dei beni; da questo momento il castello e le sue proprietà vennero frammentati e divisi tra diversi signori di Loreto.

Nel XV secolo Alfonso d’Aragona concesse Catignano e tutti i suoi possedimenti al conte Battista Camponeschi dell’Aquila.

Nel 1469 il borgo venne acquistato, insieme ad altri vicini, da Michele D’Afflitto, figlio di Luigi, regio consigliere di Ferdinando I d’Aragona.

Durante l’invasione francese tra la fine del XVIII e l’inizio del XIX secolo, Catignano fu meta e rifugio per i briganti, molti dei quali uccisi dai francesi durante l’invasione nella città di Pianella nel 1806.

Di questo periodo purtroppo si hanno poche notizie perché durante la prima metà dell’ottocento buona parte dell’archivio comunale venne distrutto da un violento incendio.

Prima della Legge n.30 del 2 agosto 1806 con la quale il governo francese avviò il definitivo processo di abolizione della feudalità, il Comune di Catignano risultava essere una terra baronale sottoposta al controllo del Duca di Alanno Michele Bassi.

Personalità legate a Catignano

Eliseo Morico

Padre Zaccaria

Eventi e tradizioni

4a domenica di giugno, festa di Santa Irene in contrada Cappuccini;

Luglio e agosto: manifestazione culturale "Catignano, Luci d'Estate";

16-17 settembre: festa patronale di Santa Croce.

Frazioni

Contrada Sterpara, Contrada De Contra, Contrada Micarone, Contrada Varano, Contrada Grotte Cappuccini.

Fonti: Comune di Catignano e altri

tutti pazzi per la Civita

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