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Canosa Sannita è un comune della Provincia di Chieti, in Abruzzo.

I patroni, San Filippo Neri e San Giacomo, si festeggiano il primo maggio.

Frazioni: Villa Moggi, Santa Maria d'Orni, Orni.

Confina con i comuni di Ari, Arielli, Crecchio, Giuliano Teatino, Orsogna, Tollo.

Aderisce all'Associazione Nazionale Città del Vino.

Il comune fa parte della "Unione dei Comuni della Marrucina"

Aderisce all'associazione "Città del vino d'Abruzzo", e al "Patto territoriale chietino-ortonese" per l'occupazione e lo sviluppo integrato del territorio.

Canosa Sannita è collocata su una modesta altura tra le valli dei torrenti Venna e Sant'Onofrio, tra il massiccio della Maiella e il mare Adriatico.

La più antica notizia dell'esisten­za di un insediamento risale al secolo IX.

Nel IX secolo sono citate due fare di pertinenza della chiesa di San Silvestro, di proprietà del nobile longobardo Maione.

Questi possedimenti saranno quindi ceduti all'abbazia di Montecassino.

L'insediamento di Canosa è citato nel IX secolo tra i possedimenti abbaziali e fu quindi donato nel 1113 al vescovo di Chieti.Nel XIII secolo viene ricordato il castello, in possesso di Guglielmo di San Giuliano, "giustiziere d'Abruzzo" e fedele al re Manfredi, che vi pose una guarnigione comandata dal capitano Roano.

Il castello passò in seguito nelle mani del "vicesecreto" d'Abruzzo ed è ricordato in un documento del re Carlo d'Angiò, al comando del capitano di Lanciano Roberto Morello.

Feudatari del castello nei secoli successivi furono Riccardo di Sant'Apollinare e Gentile di Lettomanoppello.

Il feudo era suddiviso in otto "frazionamenti", a ciascuno dei quali era a capo un signore.

Nel 1531 Canosa passò sotto Emanuel de Vega, in seguito alla ribellione di Lanciano, al quale apparteneva il feudo, contro l'imperatore Carlo V.

Nel 1533 Alfonso Roderigo governava i castelli di Ari, Arielli e Canosa.

In quell'epoca era attiva a Canosa la produzione artigianale di macine da mulino.

Il feudo si trovava al confine tra i territori delle diocesi di Ortona e di Lanciano, attualmente riunite nell'arcidiocesi di Lanciano-Ortona, che se ne contesero la gestione.

Nel 1625 il feudo passò alla famiglia Valignani e quindi ai Celaya: i mariti delle numerose figlie della famiglia esercitarono il dominio sui frazionamenti del territorio canosino.

Dopo l'abolizione della feudalità nel 1806, Canosa partecipò alle vicende risorgimentali.

Con l'annessione al Regno d'Italia nel 1861 aggiunse al nome di "Canosa" l'epiteto di "Sannita", per distinguersi da Canosa di Puglia fu interessata dal fenomeno del brigantaggio: si ricorda la presenza nel territorio del brigante Nunziato Mecola.

A partire dal 1862 Canosa fu uno dei monti frumentari, istituzioni di prestito di grano e cereali per i paesi vicini, che assisteva circa trecento persone.

Monumenti e luoghi d'interesse

La chiesa di San Filippo e Giacomo. Il campanile è staccato dal resto della chiesa ed ha forma quadrangolare, mentre tre piccole monofore si aprono si di un prospetto della torre campanaria, delle finestre ad arco a sesto acuto si aprono nella cella campanaria, un cuspide piramidale fa da tettoia alla torre.

Il portale della chiesa, posto sulla facciata principale è strombato con ai lati delle cornici marcapiano. All'interno della strombatura oltre il portale squadrato vi una lunetta.

Un'altra cornice marcapiano è posta sopra l'arco superiore della strombatura, quest'ultima cornice marcapiano sorregge un colonnato che sorregge degli archetti a tutto sesto al cui interno vi è un loggiato. Il corpo centrale è sovrastato da una finta cupola cilindrica a coronamento orizzontale sormontato da tamburo con tettoia a calotta semisferica sorreggente un crocifisso.

Il campanile e gran parte della chiesa sono fatti in laterizio eccetto alcune decorazioni, tra cui le cornici marcapiano e le colonne del loggiato in marmo.La chiesa dedicata ai patroni della città, i santi apostoli Filippo e Giacomo, è stata completamente ricostruita nel dopoguerra.Poco fuori dal paese si trovano le "Chicurummelle", grotte naturali utilizzate come nascondiglio dai briganti.

Nel bosco della frazione Moggio esiste la chiesa della Santissima Addolorata, luogo di pellegrinaggio per i dintorni nella prima settimana di settembre.Nel corso della seconda guerra mondiale l'antico abitato è stato quasi completamente distrutto.Il centro del paese ospita nello storico Palazzo Martucci il "Museo della guerra per la pace", che raccoglie circa mille oggetti di interesse storico inerenti alle due guerre.

Città gemellate

Con il quartiere di Möhringen (Stoccarda, in Germania);

Con Kaunas, in (Lituania).

Eventi e tradizioni

17 gennaio, festa di Sant’Antonio con la sfilata dei carri per le vie del paese. Durante la festa, dopo la messa si può assistere alla rappresentazione de "Lu Sant'Antojie" e alla vendita dei taralli benedetti.

1 ° maggio, festa dei SS. Filippo e Giacomo, i cui busti vengono portati in processione adorni di primizie.

Domenica successiva al 16 agosto, festa di San Rocco.

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