Avezzano è un comune della Provincia dell’Aquila, in Abruzzo.

Il patrono, la Madonna di Pietraquaria, si festeggia il 27 aprile.

Frazioni: elenco in fondo alla pagina.

Confina con i comuni di Capistrello, Celano, Luco dei Marsi, Massa d'Albe, Ovindoli, Scurcola Marsicana, Trasacco.

Si estende ai margini della grande conca che un tempo era il lago Fucino.

La città è tutta moderna , pochi i resti del suo passato scampati al terremoto e agli eventi bellici: il castello Orsini eretto nel 1490, con bel portale lapideo cinquecentesco risalente ai lavori promossi dai Colonna, fino a poco tempo fa ancora allo stato di rudere ed ora, dopo il restauro, destinato a Pinacoteca di Arte contemporanea; il portale romanico rimontato sul fianco della chiesa di San Giovanni e, a qualche chilometro di distanza, le rovino dell’ex complesso conventuale dei Cappuccini.

Da visitare il Museo lapidario, con interessanti reperti archeologici, e il Museo della Civiltà contadina.

Nei dintorni, nel declivio del Monte Salviano, sopravvivono le strutture murarie dell’emissario costruito dai Romani che per primi tentarono la bonifica del Fucino, ora compresi in un Parco Archeologico.

Da vedere inoltre l’Incile e le altre opere dovute ai lavori di prosciugamento ottocenteschi del duca di Torlonia.

L’abitato era già esistente nel IX secolo.

Venne distrutto più volte e poi sempre ricostruito: nel XIV secolo dopo le distruzioni e i saccheggi ad opera di Francesco del Balzo; dopo il terremoto del 1915 che lo rase al suolo, e di nuovo in seguito ai gravissimi danni subiti nel corso della seconda guerra mondiale.

Fu feudo della famiglia romana degli Orsini, che alla fine del quattrocento costruì il castello, poi ristrutturato nel secolo seguente dai nuovi feudatari, i Colonna.

La città ha avuto notevole sviluppo alla fine dell’ottocento, dopo il prosciugamento del lago Fucino.

Il toponimo dialettale auzzàne è diffuso dalla provincia di Rieti alla valle del Liri (Roccamonfina) per indicare i boschi di Ontani (Alnus glutinosa) data la vicinanza con gli ambienti umidi, fa pensare per Avezzano un'etimologia formata su alnetianus, con metafonia ALN> au. Pertanto il nome sarebbe "Auzzane" poi diventati "Avezzane" (che è ancora oggi il nome dialettale), quindi divenuto "Avezzano".

Altra ipotesi è che il nome della città derivi da "Ad vezzianum", per la presenza in zona, in età romana, di molti membri della famiglia Vezzia (i Vetii).

Ancora oggi in Avezzano esiste una strada che originariamente costeggiava un lato delle mura medioevali, appunto chiamata via Vezzia. Quindi "Ad Vettianum", "Ad vezzianum", "Avezzano".

Un'altra ipotesi fa derivare il nome da Ave Iane, per l'esistenza in zona di un tempio dedicato a Giano bifronte con una scritta "Ave Giano", da cui "Avezzano".

Il nome di Avezzano compare per la prima volta nella storia, nel 854 d.C. nel Cronicon del cardinale Leone Marsicano, allorché viene citata la chiesa di San Salvatore.

È citata poi in un diploma di Berengario II del 953, sui possedimenti del monastero di Barreggio. Altri documenti hanno evidenziato che Avezzano come vico esisteva agli inizi del Medioevo: in una lapide scoperta in zona si evince chiaramente che nel 1156 Avezzano era cinta di mura e che signore della città, nel 1181, era Gentile di Paleara, Conte di Manoppello.

La battaglia di Tagliacozzo, detta anche battaglia di Scurcola Marsicana o dei Piani Palentini, fu combattuta il 23 agosto 1268 dai sostenitori di Corradino di Svevia contro le truppe angioine di Carlo I. La vittoria di Carlo determinò la distruzione di Alba Fucens i cui abitanti avevano incautamente tifato a favore di Corradino dalle mura della loro città, come narra Buccio di Ranallo. Negli stessi giorni avvenne per opera di Carlo la distruzione di Pietraquaria per probabili analoghi motivi. Spopolatasi Pietraquaria che aveva tre chiese: Santa Maria di Pietraquaria, San Pietro e San Giovanni, gli abitanti scesero ad Avezzano in piazza Pantano (Largo San Bartolomeo) andando a raddoppiare il numero degli abitanti, arrivando a 1.200 - 1.400 individui.

Altra testimonianza storica: nel 1268, dopo la vittoria di Carlo D'Angiò su Corradino di Svevia, Avezzano viene elevata a centro di contado, anche se per motivi inspiegabili, continuò ad essere definita "Contado di Albe".

Tra la fine del Duecento e la prima metà del Trecento ha termine il processo aggregativo che vide i vari villaggi adiacenti Perata, Scimino, Pennerina, Fonte Muscino, Fonte Gagliano, Casole, Vicenna, San Callisto, Cerrito, Vico, Arrio, Le Fratte, confluire ad Avezzano in piazza Pantano.

La città fu feudo dei Conti dei Marsi, dei Normanni e per diverso tempo degli Svevi.

Nel 1331 Avezzano fu saccheggiata e distrutta da Francesco Del Balzo, Duca di Andria, poiché gli avezzanesi avevano parteggiato apertamente in favore di Filippo, principe di Taranto, genero ma nemico del Duca Francesco.

In una pergamena del 1371 si ha invece notizia di una sentenza con la quale la Regina di Napoli, Giovanna D'Angiò, sposata con il Re d'Ungheria, dava franchigia e l'immunità popolare, con soggezione solo al Re, ad un avezzanese, mentre in un'altra pergamena, scritta in latino e risalente al 1441, vengono messi a nudo usi e costumi dell'epoca, le strade, le contrade, le voci, i vocaboli e financo i motivi di una vertenza sorta tra luchesi ed avezzanesi in ordine al possesso del territorio "La Penna" edificata dai romani durante le operazioni di bonifica del Fucino.

La città si ampliò attorno alla vecchia rocca dei Paleara al tempo degli Orsini, che nel 1490 vi eressero un castello, ma in particolare si sviluppò nel tardo Seicento, dopo l'elevazione a capoluogo di distretto comprendendo gran parte dei centri della Marsica.

Ad opera del banchiere Alessandro Torlonia, nel 1875 fu interamente prosciugato il terzo lago d'Italia per estensione.

L'opera ancora oggi considerata colossale, seconda solo alla diga di Assuan richiese decenni di lavoro per maestranze e tecnici.

Per i calcoli ed il progetto di prosciugamento idrico, il Torlonia si avvalse della collaborazione degli ingegneri Brisse e Afan de Rivera.

Il Fucino che aveva una superficie di 14.775 ettari ed una profondità massima nel bacinetto di 30 metri, defluì lentamente, riversato nel fiume Liri attraverso i cunicoli dell'imperatore Claudio a cui Torlonia aggiunse altri canali e sfiatatoi, attualmente funzionanti.

Liberata l'area dalle acque sorse così la Piana del Fucino, una fertile superficie destinata a coltivazioni agricole.

Il Torlonia, elevato a titolo nobiliare di Principe dal Re d'Italia per il prosciugamento del Fucino, e proprietario delle terre per 99 anni, invitò dalle Marche e dalla Puglia mezzadri ed agricoltori a cui vennero affidati gli appezzamenti.

Con la Riforma agraria gli stessi mezzadri e braccianti marsicani divennero negli anni cinquanta proprietari delle terre.

L'economia di Avezzano già in fase di decollo per i servizi locali e la coltivazione di frutta, ebbe una forte impennata con le coltivazioni di ortaggi, carote, patate e barbabietole e con l'indotto venutosi a creare.

Il terremoto di Avezzano fu un evento sismico di indicibile gravità, avvenuto il 13 gennaio 1915. Colpì l'intera area della Marsica, nell'interno abruzzese. Il sisma del 1915 ancora oggi per danni e numero di vittime è classificato come il secondo terremoto in Italia: causò più di 30.000 vittime di cui 9.328 ad Avezzano, su un totale di 120.000 persone residenti nelle aree disastrate.

Alle ore 07:48 esplose nella sua violenza distruttrice, raggiungendo l'undicesimo grado della scala Mercalli e nei successivi mesi con circa 1000 repliche.

Personalità legate ad Avezzano

Alberto Mario Cirese

Alessandro Raffaele Torlonia

· Antonio Gandin, Generale del Regio Esercito Italiano, Comandante della 33ª Divisione fanteria "Acqui", caduto a Cefalonia. (1943), medaglia d'oro al valor militare alla memoria

Benedetto Croce

· Berardo dei Marsi, (Colli di Montebove, 1079, San Benedetto dei Marsi 1139), Vescovo dei Marsi, Santo della Chiesa

· Bruno Jacoboni, calciatore

Camillo Corradini

· Dino Di Domenico, (Magliano dei Marsi, 1949), Tenore.

· Don Panoz, (Alliance, Ohio 13 febbraio 1935), imprenditore farmaceutico ed automobilistico da competizione (Panoz), il padre Eugenio Panunzio, proveniva da Avezzano

· Edward Lear (1812 - 1888), viaggiatore inglese, poeta e pittore

Erminio Sipari

· Ersilio Cerone, calciatore

· Francesco Di Stefano, fondatore di Europa 7

· Gianni Letta, giornalista e politico.

· Ignazio Silone (Pescina, 1º maggio 1900 – Ginevra, 22 agosto 1978), scrittore e politico

Luigi Orione

· Marcantonio Colonna (Lanuvio, 1535 – Medinaceli, 1º agosto 1584), Ammiraglio e Viceré di Sicilia

· Mario Pescante, dirigente sportivo e politico

· Mario Pomilio (1921 - 1990), romanziere, saggista, critico e storico della letteratura

· Natalino Irti, giurista, dal 2002 Presidente dell'Istituto Italiano per gli Studi Storici.

· Nazario Sauro (Capodistria, 20 settembre 1880 – Pola, 10 agosto 1916), patriota e militare italiano. Esponente dell'irredentismo italiano

· Ornella Angeloni Accatino (1921 - 2004), scrittrice e poetessa

· Paola Concia, deputato al Parlamento

· Paolo Capodacqua, (Avezzano, 1961), musicista.

· Sabrina Colle, attrice

· Tiberio Claudio Cesare Augusto Germanico (Lugdunum, 1º agosto 10 a.C. – Roma, 13 ottobre 54), IV imperatore romano (41-54), autore del primo prosciugamento del lago Fucino

Vito Taccone

· Vittoriano Esposito, critico letterario

Eventi e tradizioni

• 13 gennaio: Ricorrenza del Terremoto del 1915 - Il 13 gennaio di ogni anno alle ore 10.00 alle pendici del Salviano, presso il Memorial ai Caduti del Terremoto si svolge una manifestazione commemorativa in presenza del Sindaco di Avezzano, del Vescovo dei Marsi, dei Corpi d'Arma, di Associazioni. Vi partecipano cittadini e scolaresche con insegnanti. Al termine solitamente l'associazione Alpini offre ai presenti il tradizionale vino cotto ed altre bevande calde.

• 17 gennaio: Festa di Sant'Antonio abate - Una volta coinvolgeva tutta la città. Oggi si organizza ancora nel rione popolare di San Nicola, dove il 17 gennaio viene aperta al culto la chiesetta dedicata al santo. Fino agli anni settanta vi si svolgeva la "salita all'albero della cuccagna", oggi non più. Resta la distribuzione di immaginette del santo eremita e di una "panetta" un po' in sordina con i ragazzi che vanno per le case a fare la questua.

• Venerdì Santo: Processione del Venerdì Santo - Organizzata a turno dalle due confraternite di San Giovanni e San Rocco.

Per avere diritto nell'organizzazione di tale processione, nel 1834, la confraternita di San Rocco entrò in conflitto con quella di San Giovanni.

Nel corso degli anni si verificarono scontri tra i membri delle due confraternite, con feriti, arresti e condanne. In passato venivano organizzate due processioni distinte: quella di San Giovanni aveva luogo la sera del giovedì con la visita alla Collegiata ed a San Rocco prima di percorrere le strade della città.

La mattina del venerdì era prevista quella di San Rocco, che seguiva il tragitto tradizionale fino a Santa Maria in Vico. La disputa durò un secolo, solo nel 1945 monsignor Domenico Valeri, vescovo dei Marsi, riuscì a mettere d'accordo parroci e rappresentanti delle rispettive parrocchie proponendo che la processione venisse organizzata negli anni pari dalla confraternita di San Giovanni e negli anni dispari dalla congrega di San Rocco.

• 26 aprile sera: i Focaracci di Pietraquaria - I fuochi di Beltane del 27 aprile, diventarono con il Cristianesimo una ricorrenza cattolica, divenuti ad Avezzano i Focaracci di Pietraquaria. La sera del 26 gli avezzanesi accendono nei quartieri i fuochi devozionali alla Madonna di Pietraquaria (i "focaracci"), realizzati con fascine di rami secchi raccolti secondo il rituale caratteristico dello "strascìno".

Attorno ai fuochi si eseguono canti popolari e religiosi, piccoli concertini musicali e si distribuiscono con offerte bevande e panini. Si narrano molte leggende attorno alla tradizione dei focaracci.

La più credibile anche se non databile, parla di una disputa tra Avezzanesi e Cesaroli (abitanti di Cese) su quale dei 2 paesi dovesse ottenere la protezione della Madonna di Pietraquaria.

Si decise di porgere la statua della Madonna con lo sguardo rivolto verso sud, cosicché sarebbe stata lei a scegliere chi proteggere.

Gli Avezzanesi, per attirare il suo sguardo, accesero degli enormi fuochi, la Madonna incuriosita si voltò verso Avezzano divenendone protettrice.

• 27 aprile: processione della Madonna di Pietraquaria - Il quadro raffigurante la Madonna di Pietraquaria, viene portato per la via Crucis del monte Salviano, fino a via Napoli dove incontra i fedeli avezzanesi e si forma la processione fino in Cattedrale dove si svolge la S. Messa in onore della Madonna protettrice.

• Maggio Mese Mariano - Permane l'usanza di recarsi all'alba a piedi al santuario della Madonna di Pietraquaria, portando con sé la "mmutìna" (piccola colazione consistente in panino, frutta, bottiglia d'acqua, spesso contenuta in un sacchetto o in un cestino di vimini), usanza che si protrae per il mese di maggio.

• Processione del Corpus Dominae: tarda primavera - Anticamente lungo il percorso veniva preparata l'infiorata. Adesso solo i bambini piccoli spandono mentre camminano, petali di rose.

• 24 giugno: San Giovanni - Il 24 giugno in piazza Castello si svolge la Festa di San Giovanni, dedicata al Battista Decollato. Curata dalla Parrocchia di San Giovanni, la S. Messa, lo spettacolo musicale, giochi e premi.

• Luglio: festa della birra;

• Prima metà di agosto: sagra della pasta e ceci con giochi popolari e spettacoli folkloristici;

• 24 agosto: San Bartolomeo - Fino a pochi anni fa veniva onorato il santo protettore con la "Festa Marsicana" a dimostrazione della centralità della città di Avezzano nel circondario.

Settembre: sagra della patata.

• 2 novembre: Festa dei defunti - La popolazione avezzanese si reca in questo giorno, per tradizione, a fare visita nei due cimiteri cittadini ai cari defunti.

Frazioni: Antrosano, Castelnuovo, Cese dei Marsi, Paterno, San Giuseppe di Caruscino, San Pelino. Borgate: Caruscino, Incile, Via Nuova.

tutti pazzi per la Civita