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Giulianova è un comune della Provincia di Teramo in Abruzzo.

Il patrono, San Flaviano, si festeggia il 24 novembre.

 Frazioni: Case di Trento, Colleranesco, Villa Pozzoni, Villa Volpe

Confina con i comuni di Mosciano Sant'Angelo, Roseto degli Abruzzi, Tortoreto.

Città storica, possiede una forte vocazione commerciale e turistica e si colloca fra le più frequentate stazioni balneari del medio Adriatico.

Il suo territorio si estende tra i confini naturali formati dal fiume Salinello, a Nord, e dal Tordino, a Sud.

La città si articola in due agglomerazioni principali saldatesi fra di loro negli ultimi decenni: Giulianova propriamente detta, conosciuta anche come Giulianova Paese o Giulianova Alta, e Giulianova Lido, o Giulianova Spiaggia.

La prima comprende il centro storico e si estende su una collina di modesta altitudine (68 m s.l.m.) a circa un chilometro dalla linea costiera, mentre il Lido è costituito dalla parte più moderna e turistica, sviluppatasi nel corso del Novecento sulle rive dell'Adriatico.

Notevole è la chiesa a pianta ottagonale di San Flaviano, contemporanea all’erezione del paese, con all’interno belle sculture moderne, opera di Francesco Coccia e del concittadino Venanzo Crocetti.

Giulianova ha dato i natali anche a Raffaello Pagliaccetti, autore del monumento a Vittorio Emanuele II nella piazza omonima, e le cui opere si vedono nella Sala Pagliaccetti e nella Cappella de’ Bartolomei.

Assai importante la collezione dei dipinti dell’ottocento napoletano, di artisti della “Scuola di Posillipo”, ordinati nelle sale della Pinacoteca Civica Vincenzo Bindi.

Da vedere pure l’interno barocco della chiesa di Sant’Antonio e il Santuario della Madonna dello Splendore, con annessa pinacoteca.

A Giulianova Lido, che sorge lungo la costa, si segnala la chiesetta medioevale di Santa Maria a Mare, in gran parte ricostruita dopo i gravissimi danni subiti nel corso dell’ultimo conflitto bellico.

Pur se la presenza umana nel territorio di Giulianova è documentata fin da epoca neolitica, le origini della città risalgono al III secolo a.C., allorché i romani crearono presso le foci del Tordino, a meno di due chilometri dall'attuale centro storico, una nuova colonia denominata Castrum Novum, o Castrum Novum Piceni.

Tale colonia si trasformò, col tempo, in un attivo centro commerciale e in nodo di comunicazioni di una certa importanza.

Citata da Velleio Patercolo e da Strabone, si dotò di bagni termali e forse raggiunse in età imperiale un perimetro di due chilometri.

La città, spopolatasi a seguito delle invasioni barbariche, assunse in età altomedievale il nome di Castrum Sancti Flaviani, o Castrum in Sancto Flaviano, in ricordo di San Flaviano, Patriarca di Costantinopoli e Martire, le cui spoglie, secondo una leggenda, sarebbero state portate in Italia nel V secolo.

Originariamente dirette a Ravenna, avrebbero raggiunto miracolosamente le coste giuliesi a seguito di una tempesta che costrinse l'imbarcazione che le trasportava a trovare rifugio nel litorale abruzzese.

Notevole è la chiesa a pianta ottagonale di San Flaviano, contemporanea all'erezione del paese, con all'interno belle sculture moderne, opera di Francesco Coccia e del concittadino Venanzo Crocetti.

Successivamente, a partire dal XII o XIII secolo, il centro iniziò ad essere conosciuto come Castel San Flaviano.

Il borgo fece parte, in età medievale, del Regno ostrogoto, del Ducato di Spoleto, del Regno di Sicilia e, infine del Regno di Napoli.

Nella seconda metà del XIV secolo entrò in possesso della ricca e potente famiglia degli Acquaviva che ne fece una delle sue residenze principali fino alla distruzione avvenuta nel luglio del 1460 a seguito della sanguinosa battaglia di San Fabiano d'Ascoli o San Flaviano d'Ascoli, da taluni definita anche battaglia del Tordino, combattuta nei pressi della città fra aragonesi e angioini capitanati rispettivamente da Alessandro Sforza, coadiuvato da Federico da Montefeltro, e da Jacopo Piccinino.

Undici anni più tardi Giulio Antonio Acquaviva, al 1477 Giulio Antonio Acquaviva d'Aragona, duca d'Atri e signore del luogo, preferì ricostruire Castel San Flaviano non sulle sue rovine, bensì su un'altura situata a circa settanta metri sul livello del mare, a breve distanza dall'anteriore centro abitato.

Il 31 maggio 1471 Ferdinando I di Napoli emise un diploma mediante il quale si autorizzava Giulio Antonio Acquaviva a riedificare San Flaviano sul luogo che egli stesso aveva prescelto.

Il nuovo nucleo prese da lui il nome di Giulia o Giulia nova e Julia o Julia nova.

Nel corso dell'Ottocento caddero in disuso i termini di Julia e Julia nova, e mentre Giulia diede origine al gentilizio della popolazione (giuliese) il toponimo di Giulia nova o Giulianova si impose definitivamente, anche a livello ufficiale, ed è da oltre un secolo l'unico con cui la città è conosciuta.

Il progetto della cittadella fu affidato dal duca all'architetto Francesco di Giorgio Martini che lo portò a compimento nel 1472, ispirandosi a quei criteri di razionalità tipici dell'età rinascimentale.

I lavori di costruzione si protrassero per alcuni decenni e si configurarono come un'impresa di ampio respiro, fortemente voluta dal duca che talvolta seguì personalmente l'opera, ma che più spesso si avvalse di persone di fiducia, fra cui Giovanni Antonio, suo primogenito e Sulpizio, suo figlio naturale.

Va ricordato che Giulio Antonio Acquaviva, oltre ad essere un noto condottiero, fu uomo di cultura, con una conoscenza personale delle più prestigiose corti dell'Italia del tempo e delle nuove tendenze architettoniche che ebbero in Leon Battista Alberti e nello stesso Francesco di Giorgio Martini, autore del progetto di Giulia, due fra i massimi interpreti.

Il centro abitato originario, in parte conservatosi fino ai giorni nostri, era interamente racchiuso entro una poderosa cinta muraria della forma di un quadrilatero irregolare, difeso da otto torrioni di cui uno integrato nel palazzo ducale.

L'impianto della città era di tipo radiocentrico imperniato su un nucleo monumentale costituito dal Palazzo degli Acquaviva, dalla fontana pubblica e, soprattutto, dall'ampio Duomo ottagonale che dominava l'Adriatico.

La cittadella, progettata per accogliere un migliaio di residenti, ebbe inizialmente una popolazione esigua, composta in massima parte da immigrati di altri stati italiani o provenienti dall'Europa orientale.

Fra questi ultimi vi erano dieci albanesi, quattro slavi non ben identificati e tre greci mentre fra gli italiani si segnala la presenza di ben quindici lombardi oltre ad alcuni veneti e romagnoli, un ragusano, un marchigiano e un solo abruzzese.

Raggiunse e superò i mille abitanti solo alla metà del XVI secolo (358 fuochi)

Nei secoli successivi Giulianova subì alcuni devastanti saccheggi: nel XVI secolo da parte dei Lanzichenecchi, e, in età napoleonica, da parte dei francesi che distrussero l'Archivio ducale. Subito dopo il compimento dell'unità nazionale fu la prima città dello scomparso Regno delle Due Sicilie ad essere visitata dal re Vittorio Emanuele II.

Per commemorare l'evento venne eretta successivamente, sulla ottocentesca piazza della Libertà, una bella statua bronzea del sovrano ad opera dello scultore giuliese Raffaello Pagliacetti.

Dopo l'abbattimento di parte delle mura nel 1860, il più interessante dei resti della cinta muraria è un torrione circolare nel, la città iniziò ad estendersi sul resto delle collina e in direzione dell'Adriatico dove si costituì, a seguito dell'apertura del tratto ferroviario Ancona-Pescara, l'abitato di Borgo Marina, fine dell'Ottocento, primo nucleo di Giulianova Lido.

Nei primi decenni del Novecento divenne un'elegante stazione balneare della riviera adriatica e sorsero splendide ville liberty che ancora oggi costeggiano il lungomare e il viale dello Splendore, nella parte alta della città.

In quegli anni venne edificato anche il lussuoso albergo Kursaal, oggi adibito a congressi e mostre.

Durante il ventennio fascista venne realizzato il grande Lungomare Monumentale, su progetto di Giuseppe Meo, che si ispirava al viale della Vittoria di Bengasi, ideato dal celebre Arnaldo Foschini.

Nel corso dell'ultima guerra la città fu sconvolta da alcuni bombardamenti aerei: di particolare intensità fu quello effettuato dagli Alleati nel febbraio 1944 che causò numerose vittime e danni materiali di una certa entità.

Nel dopoguerra Giulianova è tornata ad essere una città prospera, fra le tre più popolose ed economicamente importanti della provincia di Teramo.

Personalità legate a Giulianova

Alessandro Deljavan (Giulianova, 1987), pianista

Andrea Iaconi

Angelo Antonio Cosimo De Bartolomei, (Giulianova, 1788 - 1862), letterato e archeologo

Angelo Pagliaccetti

Aquilino Gerardini

Arturo Conte

Berardo di San Flaviano (Giulianova, all'epoca Castel San Flaviano, XIV secolo), giudice e consigliere di Roberto d'Angiò

Bramante Buffoni

Bruno Piccioni

Carlo Acquaviva d'Aragona

Cristiano Del Grosso (1983), calciatore

Daniele Croce

Daniele Di Donato

Dante Paolini

Dario Di Giannatale

Davide Ferrari (Bologna, 1958), poeta

Dom Serafini (Giulianova, 1949), giornalista e editore

Egidio De Maulo

Eusebio Caravelli (Giulianova, 1781 - 1845), medico e filosofo

Ferdinando Ruffini

Fioravante Palestini

Flaviano Di Donato

Francesco Bentivoglio, (1883-1926), anarchico

Francesco Contaldi

Francesco Giorgini

Francesco Sebastiani

Franco Tancredi (Giulianova 1955), calciatore in Serie A e nella Nazionale italiana

Gabriele Tarquini (Giulianova, 1962), pilota automobilistico

Gaetano Braga

Gaetano Capone (Giulianova, 1889 - Firenze, 1956), filosofo

Giannino Di Teodoro

Giovan Girolamo II Acquaviva d'Aragona (Giulianova, 1663 - Roma, 1709), uomo d'armi

Giulio Antonio Acquaviva, dal 1479 Giulio Antonio Acquaviva d'Aragona (1425 circa - Otranto, 1481), uomo d'armi, politico e fondatore dell'odierna Giulianova

Giuseppe Cerulli (Teramo, 1846 - 1912), poi Cerulli-Irelli, politico, deputato eletto nel collegio di Giulianova in undici legislature

Giuseppe Iezzi (Giulianova, 19 agosto 1834 - 6 gennaio 1909), Garibaldino e pittore.

Ignazio Cerio (Giulianova, 1840 - Capri, 1921), archeologo e naturalista

Leo Leone

Lidio Ettorre

Lino Manocchia

Lorenzo Piani

Luigi Acquaviva

Luigi Crocetti

Marco Cosenza

Maria Sechini Ferretti

Mario Lupo (Giulianova - 1926, Grottammare - 1992), pittore e scultore

Moris Carrozzieri (Giulianova, 1980), calciatore

Nicola Tribuiani

Olga Marroni De Castris

Orazio Delfico (Giulianova, 1769 - Castagneto, 1842), naturalista

Paola Braca

Paolo De Luca

Pietro De Dominicis

Pietro Quaranta

Plinio De Martiis (Giulianova, 1920 - Bagno Vignoni, 2004)

Primo Riccitelli

Quirino De Ascaniis

Raffaele Aurini

Raffaele Castorani (Giulianova, 1819 - Napoli, 1887), oculista

Raffaele Roscioli (Giulianova, 1861 - 1916), psichiatra e saggista

Raffaello Pagliaccetti

Roberto Cappellacci

Roberto Iezzi (Giulianova, 6 febbraio 1845 - 17 aprile 1905), Garibaldino, fratello minore di Giuseppe.

Stefano Ferrante (Giulianova, 1722 - Atri, 1790), poeta 

Venanzo Crocetti

Vincenzo Bindi

Vincenzo Cermignani (Giulianova, 1902 - 1971), pittore

Vincenzo Comi (Torano Nuovo, 1765 - Giulianova, 1830), chimico

Vittorio De Luca

Vittorio Micolucci

Eventi e tradizioni

Aprile, 21-22: Festa della Madonna  dello Splendore, con corsa di cavalli nel centro storico;

Luglio, Settimana del mare:  manifestazioni varie e degustazione di piatti a base di pesce azzurro;

Luglio, 30 luglio: rassegna delle Bande musicali;

Agosto, 7-11: Rassegna internazionale di world music e jazz & black music Mondi Sonori, al Lido e nel centro storico.

Agosto, 8-14: Festa della Madonna del Portosalvo che si conclude con la suggestiva Processione a mare.

tutti pazzi per la Civita

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