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Castelbasso, frazione del comune di Castellalto, è una 'perla' di rara bellezza.

Sorge a un passo dai monti e a un passo dal mare, a metà strada tra Roseto degli Abruzzi e il Gran Sasso.

Le mura poggiano sulla sommità di una ripida collina di 330 metri, sul versante sinistro della vallata del fiume Vomano.

Il borgo offre un panorama unico che abbraccia a ovest i monti della Laga e il massiccio del Gran Sasso, a sud la Maiella e a est l'Adriatico.

Esempio tipico della campagna abruzzese, l'origine di Castelbasso si colloca tra la tarda antichità e l'Alto Medioevo (VI-VII sec.) quando, divenuto possedimento longobardo, fu trasformato in castello a seguito delle incursioni saracene (IX sec.).

Di qui in poi la storia del borgo si fa avventurosa: possedimento di due fratelli di stirpe longobarda preoccupati di salvarsi l'anima, fu ceduto nel secolo XI al Monastero di San Clemente a Casauria per poi diventare, nel XIV secolo, feudo dei Duchi Acquaviva di Atri, quindi dei Marchesi Valignani di Chieti e infine, dal 1652 al 1806, dei Marchesi Ricci di Macerata.

A quest'altezza cronologica restava comunque uno fra i più ricchi e grandi castelli del teramano.

Ancora oggi Castelbasso conserva l'impostazione urbanistica medievale: due porte, un abitato compatto segnato da vicoli sui quali si affacciano edifici addossati gli uni agli altri e deliziose piazzette.

Si accede al borgo, oltre che attraverso la moderna strada, tramite le due porte antiche: la Porta meridionale e la quattrocentesca Porta della Marina.

Tra le case di pozzolana, mattoni antichi e pietre di fiume, proprio al centro del borgo, si trova l'antica chiesa parrocchiale dedicata ai SS. Pietro e Andrea.

A pianta quadrata, con tre navate delimitate da possenti colonne in mattoni, l'edificio conserva preziose architetture e tesori artistici: il portale trecentesco, una scultura coeva raffigurante una Madonna in trono con Bambino, il battistero del ‘500, i dipinti del ‘600 e un organo settecentesco posto sopra una loggia sovrastante l'ingresso.

Soprattutto il portale in pietra, che risale al 1338, è di notevole interesse: presenta decorazioni allegoriche e su di esso sono scolpite curiose massime religiose e sentenze morali in volgare abruzzese.

Ogni anno, nel periodo giugno-agosto, è meta di moltitudini di turisti che visitano le interessanti mostre ivi allestite e assistono ai numerosi spettacoli e manifestazioni che allietano le serate del borgo.

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Pasquale Clemente

tutti pazzi per la Civita

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