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Tito Acerbo

Eroe.

Nasce il 4 marzo 1890 a Loreto Aprutino, ridente paese dell’Abruzzo, all’epoca in provincia di Teramo, ora in provincia di Pescara.

Medaglia d'oro al valor miliare nella Prima Guerra Mondiale.

Suo padre Olinto appartiene all'illustre famiglia degli Acerbo che an­novera sindaci, personaggi della vita pubblica di notevole importanza non­ché alti graduati militari: suo fratello Giacomo, oltre che valoroso combatten­te, è stato Ministro nel periodo fascista.

Sua madre, Donna Mariannina De Pasquale, appartiene alla nobile ed antica famiglia di Caprara, in provincia di Pescara, con­siderata una delle più distinte dell'Abruzzo.

Compiuti i primi studi nel suo paese natale e nel seminario arcivescovile di Chieti, li prosegue presso i licei di Fermo e di Teramo, conseguendo la laurea in Scienze sociali a nel 1912 a Firenze.

E’ stato sempre attentamente e amorosamente seguito dalla madre che gli ha in­culcato anche un profondo sentimento re­ligioso.

Della sua vita giovanile si hanno noti­zie dall'Abate di Vestea che, quale par­roco, potè "seguire ben da presso le vi­cende di sua vita fin dall'infanzia".

Sap­piamo così che Tìto "andava in visibi­lio per ogni rivelazione di lontani ri­cordi, capace di dar luce e decoro alla terra natale".

Di carattere operoso era esultante di giovanile baldanza o a lui facevano riferi­mento "i più svegli e arditi compagni"; amava molto scherzare e praticare quel­la che oggi chiamiamo attività sportiva.

Una volta si presentò al parroco a ca­vallo di "un grazioso asinello", al qua­le aveva dato nome Fiorello, facendo dei pericolosi "acrobatismi", al punto da meritar di essere sgridato. Al che il giovane Tito, senza scomporsi: "non si preoccupi signor Abate; mi esercito a divenire un soldato di prim'ordine".

Arruolato nell'esercito con il grado di sottotenente, prese parte alla Prima Guerra Mondiale distinguendosi nei combattimenti sul Carso e nella battaglia dell'Ortigara, ottenendo sul campo la promozione a tenente prima, e poi a capitano: venne anche insignito di due medaglie d'argento al valore militare per i meriti di guerra conseguiti sulla Bainsizza e sul Col di Rosso e della Croce di Guerra francese.

Quando, nella notte del 15 giugno 1918, le truppe austro-ungariche riuscirono a varcare il Piave, Tito Acerbo, benché ferito, fu una delle guide carismatiche della tenace resistenza che fece fallire il tentativo di penetrazione nemica. Muore sul campo di battaglia la mattina del 16 giugno, vicino alla chiesa di Croce di Musile.

Già medaglia di bronzo perché "co­mandante di una compagnia, con la pa­rola e con l'esempio trascinava i suoi dipendenti alla conquista di una im­portante posizione, giungendo tra i pri­mi e facendo numerosi prigionieri." Al­tipiano di Bainsizza, 15 settembre 1917.

E medaglia d'argento perché "Alla te­sta della sua compagnia, accorreva pron­tamente sulla linea del fuoco, respin­gendo un contrattacco nemico e cattu­rando numerosi prigionieri." Col. Del Rosso, 28 giugno 1918;

Vittorio Emanuele III lo insignì della Medaglia d'oro al valor militare alla memoria, con la seguente motivazione:

Medaglia d'oro al valor militare

«Valoroso fra i valorosi di una gloriosa brigata, animatore impareggiabile, fulgido esempio di bravura, di abnegazione e di fede incrollabile, eccezionalmente dotato di capacità e di slancio, sempre e dovunque eroicamente condusse il suo reparto nelle più sanguinose azioni, sul Carso, sugli altipiani e sul Piave. Quivi nella turbinosa battaglia, benché ferito, alla testa dei suoi reparti proseguiva nel violento attacco contro preponderanti forze avversarie. Impegnata una accanitissima mischia, minacciato di accerchiamento, con impeto travolgente riusciva ad aprirsi un varco, liberandosi dalla stretta nemica e trascinando seco numerosi prigionieri. Poco dopo, colpito a morte da proiettile nemico incitava ancora i dipendenti a persistere nella lotta e spirava sul campo, inneggiando alla Patria.»— Croce di Piave, 16 giugno 1918.

Sul posto dove Egli cadde è stato eretto un cippo-ricordo da parte del Comune di Musile sul Piave.

Una tomba ne ha cu­stodito le spoglie nel cimitero militare di Croce sul Piave a lui dedicato, fino al 15 giugno 1932; nel 24° anniversario della sua morte, infatti, con una solenne cerimonia alla quale parteciparono autorità nazionali e locali, la salma fu traslata nella terra natia di Loreto Aprutino dove fu tumu­lata nella tomba di famiglia il 16 giugno 1932.

A Loreto è stato eretto un monumento, opera dello scultore Costanze e gli è sta­ta intitolata la Scuola Elementare e an­che una via.

Nello stesso giorno del 15 giugno del 1932, a San Donà di Piave fu inaugu­rata la Caserma Deposito del 152° Fan­teria "Tito Acerbo". Pescara, all'epoca Castellammare Adria­tico, gli ha intitolato l'Istituto Tecnico (oggi Istituto Statale Commerciale e per Geometri) al cui interno c'è il busto del Capitano Tito Acerbo inaugura­to il 18 giugno 1924.

Ed oggi una stra­da, quella di fronte al Conservatorio mu­sicale, porta il suo nome.

In suo onore dal fratello, Giacomo istituisce la Coppa Acerbo, famosa cor­sa automobil istica di Pescara la cui pri­ma edizione,  nel 1924, è vin­ta da Enzo Ferrari su Al­fa Romeo.

vedi anche: Loreto Aprutino e San Zopito; V Concorso LOROLIO; Nasce il 4 marzo;

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