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Tazio NuvolariTazio Nuvolari, pilota motociclistico e pilota automobilistico, nasce il 16 novembre 1892 a Castel d'Ario, comune della provincia di Mantova, in Lombardia, e muore a Mantova l’11 agosto 1953.

Nivola: il mantovano volante

Proverbiale la sua rivalità con Achille Varzi.

La sua carriera sportiva abbraccia un trentennio dal 1920 al 1950, con l'interruzione di oltre sei anni a causa del secondo conflitto mondiale.

La carriera di quello che sarà ricordato dalla stampa e dagli appassionati con gli pseudonimi di "Mantovano volante" e di "Nivola", fu tutt'altro che in discesa.

Nei primi anni di corse Nuvolari dovette superare molte difficoltà e inseguire per lungo tempo quei successi che non volevano arrivare.

Nuvolari √® universalmente riconosciuto come uno dei pi√Ļ grandi piloti della storia dell'automobilismo mondiale ed √® ancora oggi ricordato e ammirato per le sue molte e speciali qualit√†, nonch√© per le sue doti umane.

Figlio di Arturo Nuvolari, un agricoltore benestante e noto ciclista, e della moglie Elisa Zorzi, durante la prima guerra mondiale fu impiegato come autiere nel Servizio Automobilistico dell'Esercito.

Nel 1917 sposò Carolina Perina, dopo una classica fuitina e con una cerimonia civile; rito all'epoca inconsueto e considerato quasi scandaloso.

Nel 1920, all'età di 27 anni, chiese e ottenne la licenza di pilota di moto da corsa.

Alcune biografie riportano la notizia del rilascio di tale licenza nel 1915.

L'equivoco è dovuto al fatto che i cartellini stampati nel 1915 per i piloti dal Moto Club d'Italia furono riutilizzati dopo la parentesi bellica, semplicemente aggiornandoli con una correzione a mano.

La sua carriera cominciò con le motociclette, e disputò la sua prima gara ufficiale il 20 giugno 1920 a Cremona, sul Circuito Internazionale Motoristico.

Vinse la sua prima gara il 20 marzo 1921 a Verona sul Circuito del Pozzo.

Divenne un pilota professionista e ben presto incontrò Enzo Ferrari (anch'egli pilota e non ancora fondatore della Ferrari).

Nuvolari divenne rapidamente molto popolare in Italia, dove venne soprannominato "Il campionissimo delle due ruote" (lo stesso titolo che verr√† pi√Ļ tardi assegnato a un grande del ciclismo, Fausto Coppi).

Tazio Nuvolari corse una delle sue prime gare, se non la prima, con una motocicletta Fongri, poi pass√≤ all'inglese Norton, ma divenne celebre il suo binomio con la Bianchi "Freccia Celeste" di 350 cm¬≥, con la quale vinse anche il titolo di Campione Italiano Assoluto, battendo moto di cilindrata ben pi√Ļ elevata, oltre ad aggiudicarsi il Campionato d'Europa, classe 350, nel 1925.

Nuvolari iniziò a cimentarsi anche nei Gran Premi di automobilismo, e vinse la prestigiosa Targa Florio, in Sicilia.

Dopodiché, decise di dedicarsi solamente alle autovetture.

La sua fama crebbe ulteriormente e Gabriele D'Annunzio, alla fine dell'aprile 1932, lo invit√≤ al Vittoriale per fargli dono di una piccola tartaruga d'oro con la dedica ¬ęall'uomo pi√Ļ veloce, l'animale pi√Ļ lento¬Ľ, chiedendogli in cambio di vincere la Targa Florio che si sarebbe disputata dopo due settimane.

Il pilota si mostra stupito della richiesta, e risponde ¬ęIo corro solo per questo¬Ľ.

Il successivo 8 maggio, Nuvolari tagliò per primo il traguardo della gara siciliana, a bordo dell'Alfa Romeo 8C-2300 della Scuderia Ferrari.

Sempre nello stesso anno, riuscì ad aggiudicarsi anche Gran Premi di Monaco, di Francia e d'Italia.

Le sfortune personali (in pochi anni perse entrambi i figli diciottenni: il primogenito Giorgio a causa di una miocardite, e Alberto a causa di una nefrite) resero il pubblico ancor pi√Ļ appassionato nei suoi confronti.

La sua determinazione lo portò, proverbialmente, a insistere nelle gare anche quando l'auto perdeva pezzi, o era in fiamme, causando diversi incidenti.

A Nuvolari, Enzo Ferrari attribuisce l'invenzione della tecnica della sbandata controllata: egli affrontava le curve con un secco colpo di sterzo, facendo slittare le ruote posteriori verso l'esterno, quindi controsterzava e schiacciava l'acceleratore a tavoletta.

In questo modo usciva di curva con la macchina già rivolta verso il rettilineo e in piena accelerazione, a velocità maggiore di chiunque altro.

Questa tecnica, che non ha pi√Ļ ragion d'essere nelle auto a ruote scoperte a causa dell'avvento dell'aerodinamica, viene invece ancora oggi usata nei rally.

Enzo Ferrari raccontò che, quando per la prima volta salì come copilota su un'auto guidata da Nuvolari, alla prima curva avvertì che le ruote slittavano e credette che il mantovano avesse perso il controllo e che la vettura stesse uscendo di pista, ma con sua grande sorpresa questo non accadde; alla seconda curva avvenne lo stesso, e così alle successive, finché Ferrari comprese che Nuvolari faceva sbandare l'auto di proposito.

Tanti sono stati gli episodi nella carriera sportiva di Nuvolari che l'hanno reso celebre. Tra i pi√Ļ famosi possiamo ricordare:

‚Äʬ†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Nel 1924, sul circuito del Tigullio, Nuvolari condusse una gara estremamente tirata, uscendo spesso di pista e fermandosi, in alcuni casi, a picco sul mare. A pochi chilometri dall'arrivo, una ruota si stacca e la sua Bianchi finisce malamente in un fosso. Il meccanico rimane stordito e non pu√≤ rimettere insieme la vettura, quindi Nuvolari chiede aiuto agli spettatori. Dopo averla rimessa assieme alla meno peggio, riparte e vince la gara. Gli spettatori al traguardo, comunque, assistono ad un epilogo imprevisto: il mantovano vince la corsa su un'auto praticamente ormai sui cerchioni e senza seggiolino di guida n√© volante, sostituito da Nuvolari con una chiave inglese, col meccanico ancora svenuto al fianco.

‚Äʬ†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Nel 1925, mentre si allenava in auto sulla pista di Monza, Nuvolari usc√¨ di strada e fu sbalzato dalla vettura, ferendosi in modo molto serio. Una sola settimana dopo si disputava sulla stessa pista un Gran Premio di motociclismo: Nuvolari lasci√≤ l'ospedale contro il parere dei medici, coperto di bende e fasciature, si fece aiutare dai meccanici a montare sulla moto, poich√© a stento si reggeva in piedi, e vinse.

‚Äʬ†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Nel 1930 vinse la Mille Miglia davanti ad Achille Varzi, superandolo durante la notte, poco prima dell'alba: per non farlo accorgere del suo arrivo e superarlo a sorpresa, Nuvolari spense i fari e prosegu√¨ al buio, seguendo le luci di coda di Varzi.

‚Äʬ†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Nel 1931, al circuito delle Tre Province, durante la gara Nuvolari super√≤ un passaggio a livello a velocit√† sostenute, riportando la rottura della molla di richiamo dell'acceleratore della sua Alfa Romeo 1750 6 cilindri. Per proseguire la corsa, una gara a cronometro, Nuvolari guid√≤ controllando sterzo, freno e frizione mentre il meccanico Compagnoni regolava l'acceleratore, tramite la cintura dei pantaloni fatta passare attraverso il cofano. Nonostante questa tecnica di guida ai limiti del praticabile, Nuvolari vince la gara superando un incredulo Enzo Ferrari di 32 secondi.

‚Äʬ†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Nel 1935, nel Gran Premio di Germania sulla pista di 22 km del N√ľrburgring, Nuvolari si impose guidando un'Alfa Romeo nettamente inferiore alle potenti vetture tedesche in gara Mercedes Benz e Auto Union. Nuvolari vinse con una clamorosa rimonta dopo essere rimasto attardato nella sosta per il rifornimento di benzina: ancora all'inizio dell'ultimo giro aveva un ritardo di 30 secondi dal primo. Questo successo fece "alterare" non poco i gerarchi nazisti presenti al circuito, che invece si aspettavano di vedere una grande affermazione tedesca in loro presenza; non la pensava cos√¨ Nuvolari che, cos√¨ sicuro di una sua vittoria, aveva appositamente portato dall'Italia un Tricolore nuovo fiammante (aveva saputo che quello in dotazione agli organizzatori era logoro), che fece issare sul pennone pi√Ļ alto durante la cerimonia di premiazione. Si dice che gli organizzatori, non trovando il disco con la Marcia Reale (l'inno nazionale italiano dell'epoca) lo sostituirono con quello di 'O sole mio.

‚Äʬ†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Lo stesso anno, durante il Gran Premio di Montecarlo corso sotto una pioggia battente, un pilota ruppe il circuito dell'olio della propria autovettura e inond√≤ la pista in una doppia curva a S gi√† scivolosa per l'acqua. I cinque corridori successivi, man mano che sopraggiungevano, perdevano aderenza e scontrandosi tra loro o con le barriere disseminarono quel punto della pista di rottami. Nuvolari, sopraggiunto per sesto, riusc√¨ derapando in velocit√† a mantenere comunque il controllo della sua vettura, percorrendo una particolare traiettoria che gli consent√¨ di uscire dalla doppia curva schivando tutti i rottami con la precisione di alcuni centimetri;

‚Äʬ†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Il 15 giugno 1935 tenta di battere sull'Autostrada Firenze-Mare (nel tratto del rettilineo di 8 km presso Altopascio), due primati mondiali di velocit√† utilizzando l'Alfa Romeo 16C Bimotore, creata da Enzo Ferrari per resistere alle Mercedes e Auto Union. La giornata scelta per il tentativo √® poco felice poich√© tira un forte vento, Nuvolari per√≤ prova ugualmente e parte. Mentre la macchina viaggia a circa 320 km/h, viene investita lateralmente da una forte raffica di vento che causa una spaventosa sbandata di oltre 200 metri. Il mantovano riesce comunque a controllare l'auto, che pesa 1.300 kg ed √® molto difficile da controllare gi√† a 150 km/h. Nonostante l'imprevisto Tazio prosegue, neutralizza un'altra analoga sbandata poco dopo, e stabilisce due primati: percorre in 11 secondi il chilometro lanciato alla media di 321,420 km/h, e in 17 secondi il miglio lanciato con media di 323,125 km/h (con una punta, nell'ultimo tratto percorso, di oltre 360 km/h). ¬ęNon avevo mai affrontato un pericolo cos√¨ tremendo, nemmeno il giorno in cui presi fuoco a Pau¬Ľ, dichiarer√† anni dopo ricordando l'episodio.

‚Äʬ†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Al volante di un'Auto Union D, conquist√≤ il Gran Premio d'Italia del 1938.

‚Äʬ†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Nel 1947 alla Mille Miglia, con la neonata Cisitalia 202 spyder (proprio scritto cos√¨), da lui preferita alla coup√© perch√© gli permetteva una migliore respirazione (aveva seri problemi ai polmoni), arriv√≤ 2¬ļ dietro Biondetti dopo aver corso in testa per quasi tutta la gara, soccombendo all'attacco del vincitore solo sul tratto autostradale (novit√† di quell'anno) Torino-Brescia percorso sotto pioggia battente.

‚Äʬ†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Nel 1948, all'et√† di cinquantasei anni, a sorpresa Nuvolari prese ancora il via della Mille Miglia con una Ferrari 166 SC: prima che problemi meccanici lo costringessero al ritiro, nel primo tratto di gara fece segnare il miglior tempo assoluto. Fece togliere prima il cofano motore per ovviare ad una chiusura imperfetta, poi vol√≤ via un parafango, poi si ruppe il supporto del sediolo del meccanico e infine, dopo una derapata troppo accentuata si incrin√≤ l'occhio (supporto) di una balestra ed Enzo Ferrari, dato che il pilota non intendeva far effettuare una riparazione per non perdere la testa della classifica, gli impose di fermarsi e di ritirarsi vicino a Reggio Emilia.

‚Äʬ†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Il 10 aprile 1950 Nuvolari partecipava alla gara in salita Palermo-Monte Pellegrino, in Sicilia, su Cisitalia-Abarth 204A Sport Spider della Squadra Carlo Abarth. Otteneva la vittoria della classe fino 1100 cm¬≥ Sport e il 5¬ļ posto assoluto. √ą stata la sua ultima gara e l'ultima vittoria di Nuvolari.

Nuvolari non annunci√≤ mai formalmente il suo ritiro, ma la sua salute andava deteriorandosi e divenne sempre pi√Ļ solitario.

Nel 1952 venne colpito da un ictus che lo lasci√≤ parzialmente paralizzato, e mor√¨ un anno pi√Ļ tardi, l'11 agosto, a causa di un altro ictus.

Pressoché tutta la città di Mantova partecipò ai suoi funerali, che si tennero il 13 agosto 1953 e ai quali parteciparono tra le 25.000 e le 55.000 persone.

Il corteo funebre era lungo alcuni chilometri e la bara di Nuvolari fu messa su un telaio di macchina scortato da Alberto Ascari, Luigi Villoresi e Juan Manuel Fangio.

Fu sepolto con gli abiti che indossava sempre scaramanticamente in corsa: un maglione giallo, pantaloni azzurri e gilet di pelle marrone. Al fianco il suo volante preferito.

Oltre ai tanti cittadini, ai tifosi, alla gente comune, fu presente anche Enzo Ferrari, che ebbe poi modo di dichiarare ¬ę...non appena mi giunse notizia della sua fine partii per Mantova.

Nella fretta mi persi in un dedalo di strade sconosciute della citt√†. Scesi di macchina, chiesi ad un negozio di stagnino la via per villa Nuvolari. Ne usc√¨ un anziano operaio, che prima di rispondermi fece un giro intorno alla macchina, per leggere la targa. Cap√¨, mi prese una mano e la strinse con calore. "Grazie di essere venuto" ‚Äď bisbigli√≤ commosso ‚Äď "Come quello l√† non ne nasceranno pi√Ļ"¬Ľ.

Sulla tomba di Nuvolari √® incisa una frase che sembra quasi volerlo incitare a fare corse anche nell'aldil√†: ¬ęCorrerai ancor pi√Ļ veloce per le vie del cielo¬Ľ.

Dopo numerosissimi successi ottenuti con le moto, passa alle quattroruote con altrettanto entusiasmo.

Durante un'edizione della Targa Florio, esce di strada precipitando in una profonda scarpata.

Quando il primo soccorritore riesce a raggiungerlo, ha la sorpresa di trovarlo inginocchiato fra l'erba, in commossa contemplazione di un nido di quaglie appena nate.

tutti pazzi per la Civita

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